La "Passione" non va in vacanza: visita dei Malti da Legare a tre birrifici Umbri.

Da oltre un decennio, per me e la mia famiglia, "vacanza estiva" fa rima con Umbria e quest'anno ho unito a questa anche un'altra mia passione: la Birra Artigianale!

Fino alla scorsa estate riuscire a trovare in questa magnifica regione, salvo qualche sporadica eccezione, Birra di Qualità era...piuttosto "complicato": rare referenze nella grande distribuzione e qualche "solito noto" in enoteca e/o ristorante-pub-pizzeria.

E invece oggi, anche qui (finalmente), si nota "Movimento" a partire dalla nascita di nuovi microbirrifici che, spinti dalla "Passione", quella con la P maiuscola, si lanciano entusiasticamente sul mercato.

Dopo aver quindi "studiato" su siti e blog specializzati, ho deciso di visitare tre di queste nuove realtà di cui provo a raccontarvi:

  • Birreria dei Magi Bigi - Il titolare e mastro birraio è Giacomo Bigi. 37 anni, architetto con una tesi sull'"Allestimento di un Microbirrificio" e 15 anni da home-brewer (of-course). Giacomo ci accoglie nell'impianto, aperto nel 2011 e situato nella zona industriale di Città di Castello (PG). Immediatamente cordiale ci introduce, insieme al papà-socio, negli ambienti: un ampio spazio funge sia da "accoglienza" che da deposito. Da questo si aprono la sala cotta da 120 L con 6 fermentatori (1 da 200 L e 5 da 100 L) e la sala refrigerata in cui riposano le bottiglie prima di essere distribuite. Chiacchieriamo amabilmente del processo produttivo e delle due creature di Giacomo: la "Tipografica" e la "Tipografica bionda" (il simpatico e inusuale nome deriva dal distretto industriale dove si trova il birrificio che, appunto, raccoglie diverse tipografie). Ovviamente dopo le parole l'assaggio: la prima che proviamo è l'ultima nata del birrificio, la "bionda". Si tratta di una birra a bassa fermentazione. Malti e luppoli tedeschi, lievito americano...oltre ad una piccola quantità di una particolare "spezia" che Giacomo ci ha chiesto di non rivelare ;-) e che dona una leggera "caratterizzazione". Il basso tenore alcolico (5,5%) e i lievi profumi ne fanno una birra "facile", da bere come dice Giacomo, spesso e volentieri. Il secondo assaggio è per la "Tipografica" ambrata. Stile belga. Davvero molto bello il colore. Dolce al gusto e una piacevole sensazione di calore dato dall'alcool (7%).  Poco persistente la schiuma, oggetto di attenzione e studio da parte di Giacomo.


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Nella foto a sx Giacomo Bigi. In quella di destra Padre Benedetto, con la tunica nera (vice priore e direttore del Birrificio) e Frate Francesco (il Mastro Birraio). Sotto Enrico Ciani e Geltrude Salvatori Franchi.

 

  • Birra dell'Eremo - "Giovane" il birrificio, aperto dallo scorso mese di giugno e giovanissimi i titolari: Geltrude (27 anni) ed Enrico (28) il Mastro Birraio. Anche in questo caso, dopo un contatto via mail, ci accordiamo per l'incontro. Il birrificio si trova a Capodacqua di Assisi (PG) e l'accoglienza è subito improntata sulla prorompente simpatia e il coinvolgente entusiasmo dei due ragazzi, compagni di lavoro e nella vita (oltre al birrificio a giugno anche il matrimonio). Dopo averci introdotto nella struttura entriamo nella sala cotte: un bell'impianto da 500 L con 3 fermentatori da 1000 L. Enrico e Geltrude ci raccontano della loro passione, di quando hanno deciso di farla diventare una "professione" e di quanto amino il loro territorio e Assisi in particolar modo. Da questo Amore nascono il logo (il lupo con l'aureola) e i nomi delle tre birre (che riportano a tre nobili famiglie di Assisi):  la prima, quella che degustiamo, è la"Nobile". Una golden ale in stile "belga" con l'aggiunta di luppolo americano (Cascade). Colore giallo-oro carico appena velato e con una schiuma bianca e abbastanza persistente. Lievemente profumata, così come Enrico afferma di volere. Fresca e beverina, tanto! 5% l'alcool. La seconda, la "Saggia", è una blanche aromatizzata classicamente con coriandolo e buccia d'arancia amara. La terza è un'ambrata: la "Magnifica" che ancora riposava nel fermentatore e che Enrico ha creato seguendo quello che ha definito "uno stile personalizzato". Sarà pronta nei primi giorni di settembre ed è inutile dire che siamo molto curiosi di provarla ;-)

  • Birrificio Nursia - Sin dalle prime notizie sull'apertura di un birrificio tenuto da Monaci Benedettini, la mia curiosità da appassionato (come non pensare alle mitiche produzioni dei monaci Trappisti in Belgio?) è stata un continuo crescendo. Un paio di mail per accordarsi sul giorno e l'ora e si parte. Siamo accolti nel negozio del monastero da Padre Benedetto, americano di New York, con un sorriso e una cordialità che creano immediatamente un piacevolissimo clima. Subito ci racconta dell'insperato successo dei primi giorni (è il 22 agosto e l'inaugurazione si è tenuta il 15): delle due birre prodotte, la "Bionda" è andata subito esaurita e della "Extra" ne restano poche decine di bottiglie. Mentre ci rechiamo all'impianto, un ex deposito/garage del monastero stesso, Padre Benedetto mi racconta degli "stage" fatti presso i monasteri che producono la mitica Westvleteren e la Achel...WOW! Al birrificio conosco Frate Francesco, il Mastro Birraio, americano anche lui, del Texas. Bello e ben disposto l'impianto con sala cotte da 250 L e 5 fermentatori da 1000 L. Il clima è cordiale e "sereno" grazie all'affabilità di Padre Benedetto. Dopo un po' mi invitano in una saletta attigua dove Fra' Francesco prepara per l'assaggio. La "Bionda", come detto già esaurita, mi viene proposta da una bottiglia "demo" ripescata nella loro personale dispensa. La birra, che viene sottosposta anche ad una leggera filtrazione, si presenta di un bel giallo-oro chiaro. 6 i gradi. Dolce. Un iniziale sentore di lievito che sparisce subito dopo. Assaggiamo poi la "Extra". Un'ambrata dal bellissimo colore. Sentori di caramello e 10 gradi che non si avvertono. Molto buona. Il tempo di scambiare ancora qualche parola e poi il ritorno in Piazza dove, ovviamente, acquisto la mia cassa di Extra da portare a casa. Una visita carica di "belle sensazioni!" 

Cos'altro aggiungere? Una conferma: il mondo della Birra Artigianale (e le "persone") è fatto di convivialità, simpatia e tanta tanta Passione. Elementi che non possono non coinvolgere chi ci si avvicina, anche solo per la prima volta.

Testo di Carlo Nardi

Foto di Anella Lecce e Carlo Nardi

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