Celebration Day(s): ovvero il racconto dei due giorni trascorsi con Moreno dell'Olmaia per "Non ci resta che....Bere!"

Cominciamo dal titolo che prendo in prestito da un'altra "passione" di Moreno Ercolani, mastro birraio del Birrificio L'Olmaia: i Led Zeppelin e il loro film, in sala il 17 ottobre scorso.

E si, perché questi due giorni (prima, durante e dopo la serata-degustazione organizzata dai Malti da Legare e dall'Ottavonano) sono stati la "celebrazione" di una Passione, la "celebrazione" del buon bere e del buon mangiare, la "celebrazione" del sano stare insieme.

Allora eccolo il racconto: incontro Moreno all'uscita dell'autostrada di Avellino e dopo un veloce caffè ci fiondiamo all'Ottavonano dove ci attendono Gianluca Polini e Yuri di Rito, i due soci del mitico Pub. L'atmosfera è subito allegra, serena, divertente! Moreno ci affascina sin da subito con il racconto dei suoi inizi e di come oggi la sua birra stia varcando "gli oceani"...l'entusiasmo con cui ne parla, senza presunzione ma con simpatia e modestia, è davvero coinvolgente. Ci parla dei suoi viaggi e dei suoi incontri, di episodi e aneddoti sul mondo della Birra Artigianale e dei suoi protagonisti.

Uno sguardo veloce (e voglioso) alle vetrine climatizzate del locale dove riposano tante "chicche" e Gianluca parte con i primi assaggi: è l'ora dell'aperitivo!

Al bancone proviamo alcune delle birre create in collaborazione con Simone Della Porta del birrificio Il Chiostro e che l'Ottavonano ha in esclusiva per i suoi clienti, come la "Sorba" una birra acida a fermentazione mista nata dalla macerazione dei frutti omonimi.

Pranzo con una buona pizza e poi di nuovo in auto, direzione Nocera Inferiore (SA) per una visita a "Il Chiostro".

Simone ci accoglie nel suo "micro" birrificio (sala cotte da 120 L.) e ci racconta, tra l'incredulità di Moreno convinto invece che avrebbe avuto di fronte un "grande" impianto, di come tali "misure" siano le più idonee alla sua idea di birrificazione e di come, in questo modo, riesca a controllare e a gestire le fermentazioni a suo piacimento.

Poi ovviamente qualcosa si stappa (cit.) e degustiamo tra le altre la "Gold Ale", la "Scottish" e la "Once Upon a Time", birra particolare brassata con solo malti caratterizzanti, molto apprezzata da Moreno. Mi rendo conto di trovarmi di fronte a due BIG del movimento birrario: la grande professionalità è l'elemento distintivo!

Un veloce e "tipico" spuntino e poi di nuovo al Pub. Al tavolo ci siamo io, Moreno, Simone, Gianluca e ci raggiunge anche il nostro amico (e Mastro Birraio) Vincenzo Cillo. Si prospetta una "seratina" niente male! Mi è già capitato di partecipare ad alcuni di questi tavoli di "studio" e di degustazione e stavolta è in onore di Moreno. Gianluca apre le "porte" delle sue vetrine per farci viaggiare tra birre e stili: si parte con la Rodenbach Caractère Rouge, la cui estrema dolcezza lascia tutti un po' perplessi. E' poi il turno della Rodenbach Vin de Céréale del 2004, della Thornbridge Alliance PX Reserve 2007, dell'italiana D’uvaBeer di LoverBeer, della Claustrum Ligneum. Nel mezzo anche un assaggio di formaggi del territorio (tra cui un paio di erborinati da urlo!) e salumi locali.

Un percorso di eccellenze fatto insieme a tali e tanti esperti è un modo (molto) piacevole per imparare. Mi sento onorato e felice!

16/10: è il D-Day e siamo tutti su di giri ed emozionati sin dalla mattina. Lasciamo Gianluca all'organizzazione e alla preparazione e io e Moreno ci dirigiamo verso Striano (NA), per visitare un altro birrificio della zona: il "Maneba" di Nello Marciano. Veniamo accolti dalla prorompente simpatia di Nello che ci racconta della sua nascita come birraio e delle sue prime esperienze. Dal racconto i due poi scoprono amicizie in comune come "Flibus" di Scarampola dove Nello ha fatto un lungo stage prima di cominciare la sua attività. E mentre Nello ci delizia con i suoi assaggi (la blanche "Clelia", la "Oro di Napoli" blond ben luppolata, l'APA "Masaniello" in una versione quasi vintage e la nuova "Spaccanapoli"), Moreno ci offre alcuni suggerimenti e una sua idea sui "bicchieri" da degustazione.

Spuntino da Alfonso Living Food dell'amico Alfonso Prisco, tra un assaggio di una strepitosa mozzarella di bufala, di un ottimo prosciutto crudo e della napoletana "pizza di maccheroni" e poi direzione Angri (SA) per una visita al pastificio "La casa del Tortellino" di Gioacchino Orlando, anche lui protagonista dell'imminente serata per la quale ha creato una "pasta" molto particolare.

La SERATA, appunto! Ormai ci siamo! E' giunta l'ora! La serata è "sold out" da giorni. Al Pub è già tutto pronto e perfetto in ogni dettaglio: dalle tovagliette appositamente stampate fino ai segnaposti che, con i loghi dell'Olmaia, dell'Ottavonano e dei Malti da Legare, richiamano la locandina. Le 4 birre di Moreno tutte alla spina e pronte per essere servite. L'atmosfera è fremente e c'è grande attesa anche per i piatti "inventati" apposta per l'occasione.

Si comincia e. dopo il benvenuto di Gianluca, a me e a Moreno il compito di presentare la serata di cui dichiariamo subito lo scopo: non staremo troppo ad elencare note degustative ma racconteremo piuttosto di come la passione e la convivialità pervadono il mondo della birra artigianale. Racconteremo di quanto ci piaccia berla la (buona) birra e di come questo piacere porti Moreno a ricercare e a perfezionare le sue ricette.

Intanto viene servita la prima: la "5" (nome che richiama il numero della ricetta ritenuta da Moreno e dai suoi soci la prima "potabile"). Una blond di 5,5° piacevolemente luppolata, fresca e molto beverina. L'abbinamento con una "panzanella", nome che volutamente rievoca le terre di Moreno, ricca invece di ingredienti campani (melenzane sott'olio, cipolla ramata, pomodoro e basilico) è assolutamente indovinato.

La seconda birra è la "9" (inutile ribadire l'origine del nome, vero?). Un'ambrata di 6,5°. L'abbinamento è con il "girasole" di Gioacchino Orlando. Le iniziali note caramellate della birra e il leggero amaro del finale si sposano alla perfezione con la neutra ricotta di jersey e soprattutto con la sapidità e il sapore del culatello irpino. Un abbinamento da 9! ;-)

La terza birra è la "BK", acronimo di "black". Un birra scura, quindi, di 6°. Note tostate e caffé, molto beverina. Lo stile è quello delle scure irlandesi che Moreno ci confessa di amare molto e anche per questo motivo la birra viene spillata a "pompa", tipico metodo di spillatura "anglosassone". Il piatto abbinato è il coniglio di cui Gianluca ci ricorda la grande tradizione nella cucina campana (il famoso coniglio all'ischitana, per esempio). Stasera è presentato in sfilacci e con elementi nuovi come la polvere di liquirizia (che richiama la birra), patate allo zafferano e una crema di lamponi.

Ultima birra della serata è un'anteprima: la "Christmas Duck" di 8,5°, ispirata alle birre natalizie belghe e aromatizzata con "melata di bosco". L'abbinamento è con due "zeppoline" fritte aromatizzate con zucchero e cannella e con uno zabaione fatto con la stessa Christmas Duck. Il dolce è preparato dallo chef del ristorante "Taberna Vulgi", Giovanni Mariconda. Si chiude quindi alla grande!

La serata scorre piacevole e divertente e termina, quasi a mezzanotte, facendo gli auguri di compleanno a Moreno: il 17 infatti festeggia 36 anni!

Un saluto ai tanti Amici presenti, tra cui diversi birrai campani, publican e gestori di locali. Tutti insieme a dimostrazione che la convivialità di questo mondo è una delle caratteristiche vincenti.

E noi? Come l'avevamo cominciata, chiudiamo la due giorni: ci ritroviamo io, Moreno, Gianluca, Simone, Vincenzo e Giuseppe per un ultimo brindisi. Stappiamo l'Ecstasy of Gold, birra che Moreno brassa per il progetto Buskers e una Nursia. Per non farci mancare nulla ci abbiniamo un meraviglioso "babà" con fragoline di bosco e crema...che compleanno sarebbe altrimenti?

Ci salutiamo, stavolta con un po' di magone. Domani si ritorna alle attività di sempre ma forte è in me la consapevolezza di essere stato con persone eccezionali...delle "belle" persone!

Google+